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Inserito in: Videogiochi
12/06/2013

Gaming e startup: una nuova opportunità per l'economia italiana

Autore: Valerio Anticoli

Un videogioco per Android

Non è servito il master, non servirà il corso di formazione continua e l'Agenzia per il lavoro non si fa sentire da mesi: ormai trovare lavoro per un giovane è davvero difficile. Eppure, i talenti e le idee non mancano, e forse è per questo che in pochissimi anni è emerso con forza il fenomeno delle start up, aziende innovative, formate da gruppi molto ristretti di giovani disposti a sacrificare tempo e denaro allo sviluppo di un'idea innovativa.

Fortemente verticalizzate, dinamiche e veloci da portare avanati, le startup costituiscono un modello di business di successo, tanto che oggi fare lo startupper è diventato un vero mestiere. Gli startupper sono infatti giovani con la capacità e le competenze per avviare un'idea nella sua fase iniziale, trasformando un progetto ambizioso in realtàoperativa. Fatta una startup se ne fa un'altra, perché le innovazioni oggi viaggiano veloci, e vengono superatein continuazione da nuovi scenari.

Le startup hanno a che fare soprattutto con le nuove tecnologie digitali: internet, il web, i social network, le app, il mobile. E i videogiochi: nel gaming, il modello di startup sembra funzionare particolarmente bene, soprattutto da quando il mobile gaming e i giochi online hanno permesso di competere con le major delle console e dei giochi per il pc come la Sony o la Nintendo.

Oggi, Rovio (Angry Birds) e Mag Interactive (Ruzzle) sono solo la punta dell'iceberg, un iceberg che conta migliaia di giovani sviluppatori, grafici o esperti di web marketing in tutto il mondo. 

In Italia, il fatturato del gaming valeva nel 2011 un miliardo di euro e già allora si diceva che sarebbe aumentato entro il 2015 del doppio. Un fattore che contribuisce con forza a trainare il game development in Italia è la forza del mobile: l'Italia è uno dei paesi in cui il mobile "tira" di più.

Affinché queste opportunità non vadano perse, però, è necessario uno sforzo in più da parte delle istituzioni. La legge sulle startup approvata a fine 2012 dal Governo italiano ha fatto esultare il movimento degli startupper; ora bisognerà capire quale impatto avrà il nuovo dispositivo legislativo sulle startup italiane, sperando che la legge non finisca per creare solo nuovi lacci e lacciuoli auna burocrazia già di per sé sclerotizzata e anacronistica.
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