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10/12/2012

Il mazzo di carte napoletane

Autore: Mauro Valdarchi

Come sanno tutti, in Italia non c'è un unico mazzo di carte. I cosiddetti “stili regionali”, ovvero i mazzi di carte esistenti, sono ben sedici, e sarebbero anche di più se alcuni di essi non fossero scomparsi negli anni.
Una tale varietà di carte da gioco riflette la lunga e tormentata storia dell'Italia pre-unitaria, divisa in una moltitudine di Regni e e spartita tra così tanti regnanti che sembra impossibile che oggi il nostro Stato sia uno ed unitario.
La divisione politica e territoriale dell'Italia pre-unitaria ha ricadute su molti aspetti della nostra cultura, non ultimo quello legato alle carte da gioco. Pensate che l'Italia è l'unico paese in Europa a non avere uno stile di carte nazionale!

Descrizione generale delle carte da gioco napoletane

Tra tutti gli stili regionali esistenti, i più famosi sono quelli delle carte piacentine e delle carte napoletane. A quest'ultimo vorremmo dedicare un apporofondimento, tantando di spiegarne le caratteristiche principali.
Partiamo col dire che le carte napoletane non sono utilizzate solo a Napoli, ma in numerose zone del centro-sud.
Il mazzo di carte napoletane ha 4 semi e 40 carte, suddivise in dieci carte per ogni seme. I semi utilizzati sono quelli spagnoli, che caratterizzano tutti gli altri stili regionali centro-meridionali (carte siciliane, sarde, piacentine e romagnole).
I semi sono dunque le coppe, i bastoni, i denari e le spade. Ogni seme ha dieci carte: le prime sette con i semi nello stesso numero della carta (ad esempio quattro spade per la carta numero 4 del seme delle spade) e le ultime tre con figura (fante, cavaliere e re). Il fante è l'otto, il cavaliere (detto comunemente cavallo) è il nove ed il re è il dieci. Le carte non hanno indici, cioè non hanno un numero che ne indichi il valore.

I segni distintivi del mazzo napoletano

Le caratteristiche grafiche del mazzo di carte napoletano sono:
  • immagini non particolarmente elaborate, o sicuramente meno ricche di dettagli dello stile piacentino;
  • figure intere per il fante, il cavallo ed il re;
  • abiti ottocenteschi, che ci parlano dell'epoca in cui il mazzo ha assunto le caratteristiche che ancora mantiene;
  • asso di denari nella forma di aquila a due teste, mentre nelle piacentione è a una testa;
  • seme di denari interamente giallo, a differenza delle carte piacentine che hanno un disco centrale rosso;
  • bastoni rappresentati come mazze di legno con una striscia di foglie, mentre negli stili del nord Italia i bastoni sono aste di metallo ricche di decorazioni;
  • nove di spade con un moro che brandisce una scimitarra. La scimitarra è un eccezione rispetto al resto delle spade, tutte nella forma classica della spada occidentale;
  • il fante ha fattezze femminili, e viene detto comunemente “la donna”;
  • tre di bastoni con una maschera centrale. Questa carta viene detta comunemente “gatto mammone”, figura di origine popolare usata per spaventare i bambini o per fare riferimento ad uno spauracchio.
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